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Interrogazione speciale

Mancano 4 giorni alla fine della scuola: qualcuno aspetta con tranquillità la chiusura dell’anno scolastico, altri si affannano nelle interrogazioni di recupero, altri ancora hanno gettato la spugna.

Vi propongo un’interrogazione speciale per scoprire che tipo di studenti siete e riflettere sulle possibilità di miglioramento compilando il questionario al seguente link: tranquilli, è anonimo!

QUESTIONARIO

Ancora un ultimo sforzo con la valutazione del progetto UNPLUGGED

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Siamo quasi alla conclusione …

Si avvicina la fine dell’anno scolastico e, come sempre, questo è il periodo in cui si concludono i progetti e si verifica ciò che è stato fatto: in particolare, vorrei che i miei studenti riflettessero sulle attività proposte con Betwyll e, allo scopo di migliorare le prestazioni dell’applicazione, chiedo a tutti di compilare in modo anonimo il questionario al seguente link:

Questionario su Betwyll
Grazie per la collaborazione!
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Progetto Indifferenza

Il CPL, Centro Promozione per la Legalità della provincia di Monza e Brianza, e il Centro Studi del Parlamento della Legalità della Regione Lombardia in collaborazione con il Comune di Monza, promuovono per il corrente anno scolastico  la 10° edizione delle Monziadi, marcia della legalità non competitiva.

Il tema di questa edizione è: “Indifferenza: zona grigia della Legalità

I ragazzi sono stati guidati a confrontarsi con le situazioni del loro quotidiano nelle quali si trovano ad osservare gesti e comportamenti apparentemente non gravi di fronte ai quali spesso si resta indifferenti ma che rientrano nell’illegalità e alimentano un atteggiamento connivente giustificato dal pensiero comune che “fanno tutti così”.

Pubblico qui i lavori dei miei studenti :

Ebook dei ragazzi di 1CL 

Sway degli studenti di 1D1

 

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Cinque domande per voi

Come progetto di chiusura dell’anno scolastico propongo a tutti gli studenti delle mie classi Cinque Domande sulla contemporaneità e rimando al link di TwLetteratura che ha ideato l’attività in concomitanza con la partecipazione dei responsabili alla prossima Fiera del Libro di Torino.

Ho aperto un’apposita pagina con Twitter, di cui consegnerò le credenziali d’accesso agli studenti, dove raccoglierò tutti i commenti dei miei ragazzi che mi auguro siano costruttivi e lungimiranti come spesso solo i giovani riescono ad essere.

Il gioco si svolgerà dal 23 aprile al 9 maggio secondo il calendario che segue:

  • 23.04-25.04 Chi voglio essere? #5domande/01
  • 26.04-28.04 Perché mi serve un nemico? …/02
  • 30.04-02.05 A chi appartiene il mondo? …/03
  • 03.05-05.05 Dove mi portano spiritualità e scienza? …/04
  • 07.05-09 Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione? …/05
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Un film che non si dimentica

La donna che canta è una pellicola del 2010 diretta da Dennis Villeneuve e tratta dall’opera teatrale Incendies di Wajdi Mouawad. La protagonista Nawal Marwan canta per non impazzire nel carcere dove è imprigionata e dove subisce torture fisiche e psicologiche indicibili, canta per non piegarsi di fronte agli aguzzini e al destino di odio che la guerra porta inevitabilmente con sé, canta per non perdere il filo di speranza in un vita migliore.

E’ una vicenda che colpisce come un pugno allo stomaco per l’incredibile attualità, una storia indubbiamente non facile, piena di violenza, di polvere e povertà, che fa riflettere sugli orrori di tutti i conflitti del mondo e sulla forza delle donne. Un film fatto di dialoghi asciutti e di silenzi reticenti, fatto di sguardi innocenti di bambini che vivono la guerra ogni giorno ma sanno sorridere, correre e giocare tra le macerie.

Una storia, basata in parte sulla vita di Souha Fawaz Bechara, in cui la dolorosa verità si accompagna alla speranza che l’amore sia più forte dell’odio. Un film da vedere e rivedere.

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Stupefatto

Uno spettacolo che ha lasciato tutti stupefatti!

Al Teatro Binario 7 di Monza oltre trecento fra ragazzi e docenti dell’ITI Hensemberger in totale silenzio ad ascoltare la storia di Enrico Comi, Rico, raccontata da Fabrizio De Giovanni che ha commosso ed emozionato con la sua voce possente. Non è stata una lezione, non è stata un’interpretazione, non è stata una presentazione ma vita vera sofferta e messa a nudo nella sua drammaticità, vita vera che porta nel baratro della tossicodipendenza, vita vera che miracolosamente si risolleva e si riscatta, vita vera che diventa speranza.

Stupefacente l’attenzione partecipe degli studenti che hanno anche avuto modo di confrontarsi con l’attore e con il “vero” Rico, presente allo spettacolo, che con semplicità e chiarezza hanno risposto a domande e curiosità facendo riflettere su un problema sempre attuale, sulle dinamiche del gruppo, sulla superficialità con cui ci si può trovare in una via senza uscita.

Grazie alla regista Maria Chiara Di Marco che mi ha proposto lo spettacolo e si è adoperata nell’organizzazione della mattinata, grazie a Fabrizio che ci ha incantati, grazie a Rico per la sua umanità.

Rimando al sito ufficiale per saperne di più: il libro, i video e altri materiali di approfondimento.

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Incontro con l’autore

Ci sono giornate normali che diventano indimenticabili grazie all’incontro con una persona speciale ed è ciò che è accaduto all’ITI Hensemberger dove abbiamo chiacchierato con Giacomo Di Girolamo del suo ultimo libro: L’invisibile. Giornalista e scrittore, Di Girolamo si occupa di mafia, criminalità organizzata e corruzione, collabora con La Repubblica e Il Sole 24 ore, con Tp24.it e Radio RMC 101. Durante l’incontro si è definito un giornalista “residente” perché ha scelto di restare nella sua Sicilia per raccontare ciò che vede; pratica, insomma, un giornalismo a km zero.

Oltre a raccontare se stesso, ha parlato a lungo del protagonista del suo libro, Matteo Messina Denaro di cui è considerato il biografo: ultimo dei boss di Cosa Nostra, latitante da venticinque anni, spietato pupillo di Totò Riina, protagonista di una nuova mafia, quella silente, quella che non spara e non fa stragi ma si arricchisce con le truffe all’Unione Europea, il gioco d’azzardo, le fonti energetiche, quella che Di Girolamo chiama la Cosa Grigia.

Ha parlato anche di paura e di passione, della felicità di chi fa bene il proprio mestiere invitando i ragazzi a partecipare, ad aprire lo sguardo sulla meraviglia che ci circonda, a documentarsi e a studiare seriamente, ad essere veri ribelli esercitando la capacità di concentrazione in un mondo che corre velocemente.

La scuola si assume l’impegno di far riflettere i giovani sulla società attuale, perché non diventino “pesci che non conoscono l’acqua in cui nuotano” e l’incontro di oggi è stato, in tal senso, illuminante.