Dove sei stanotte

Alessandro Robecchi costruisce un giallo non banale ed il finale ha qualcosa di imprevisto.

Carlo Monterossi, autore televisivo insoddisfatto, si ritrova suo malgrado coinvolto nell’omicidio di un giovane architetto giapponese. Da qui l’inizio della latitanza in un quartiere di Milano che sembra distante anni luce dalla zona “bene” che frequenta normalmente: per Carlo significa la scoperta di un mondo che non conosceva fatto di immigrati, permessi di soggiorno, bande al limite dell’illegalità, gente semplice e … Maria dagli occhi dorati.

Sullo sfondo Expo 2015, in sottofondo Bob Dylan. Personaggio riuscitissimo: la domestica Katrina e i suoi contatti diretti con la Madonna di Medjugorje. Quasi quanto Carmen e i suoi “Madre de dios”.

La scuola è finita?

I ragazzi di terza e quarta da giorni si preparavano alle vacanze: qualcuno aveva già le valigie pronte e la mente al mare, la spiaggia, le notti in giro … Nelle prossime settimane alcuni parteciperanno agli stage di Alternanza Scuola Lavoro, altri dovranno seguire i corsi di recupero.

Ben diverso lo stato d’animo degli studenti di quinta che sono in fibrillazione: da pochi giorni hanno conosciuto i nomi dei commissari e questo ha reso più evidente l’avvicinarsi dell’esame di Stato.

Per ripassare ecco il lavoro in cui ho raccolto materiali utili per prepararsi alla prima prova: Italiano!

TecnicaMente

Giovedì scorso, presso il nostro istituto, si è tenuto un importante incontro con i responsabili di aziende multinazionali che operano in Sesto San Giovanni e sono promotrici del progetto TecnicaMente: in tale occasione sono stati presentati i progetti degli studenti di quinta che hanno lavorato durante l’anno, coadiuvati da alcuni docenti, per la realizzazione di un’idea innovativa. Sono orgogliosa dei nostri ragazzi che hanno ricevuto apprezzamenti per il lodevole impegno, la qualità dei progetti e la novità dei lavori di cui hanno esposto tutte le caratteristiche.

Per immagini ed altre informazioni leggi l’articolo sul sito dell’istituto.

Sondaggio

Mancano soltanto otto giorni alla fine della scuola: qualcuno aspetta con tranquillità la chiusura dell’anno scolastico, altri si affannano nelle interrogazioni di recupero, altri ancora hanno gettato la spugna.

Per scoprire che tipo di studenti siete e riflettere sulle possibilità di miglioramento vi invito a compilare il questionario che troverete al seguente link: tranquilli, è anonimo!

https://goo.gl/forms/EVjxNxlFcgbqJ1qK2

Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?

Eccomi con il libro di marzo, Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti? di Antonio Dikele Distefano, consigliatomi da Francesco Gungui durante il nostro ultimo incontro a scuola. Di solito scrivo una recensione quando il romanzo mi è piaciuto per condividere le mie impressioni e magari consigliare una lettura piacevole. Questo libro lo è.

Scorrevole e originale, parla di amicizia e amore con la semplicità del giovane autore, nero ma italianissimo tanto che quando si sente dire “Torna al tuo paese” pensa di rimando “Ci sono già”. Parla di razzismo senza rancore né frasi fatte, parla di colori, il bianco e il nero: Linda, il suo amore “bianco”, non potrebbe chiamarsi diversamente! Linda, dolce e coraggiosa, con le sue frasi filosofiche, la voglia di cambiare il mondo, la capacità di guardare oltre le differenze di colore. Parla del suo amico per la pelle (!) e parla di dolore, quello più profondo e incomprensibile perché ingiusto. Parla di una mamma saggia come sanno esserlo solo le mamme, parla di un papà fiero delle proprie radici.

Il tutto accompagnato da una colonna sonora che commenta e completa la storia per farci capire che “… il miglior rifugio dalla pioggia non è un tetto o un ombrello, ma l’abbraccio di qualcuno”. (pag. 183)

Il romanzo è l’opera prima del giovane Antonio, protagonista della storia dalla faccia simpaticissima!

Serata Stravinskij

imagesGiovedì 23 febbraio sarò al Teatro Alla Scala con un gruppo di studenti per un evento imperdibile, una serata che richiama il clima culturale del secolo scorso e l’esperienza dei Balletti Russi: con la direzione del maestro Zubin Mehta, la serata è dedicata a Igor Stravinskij del quale si propongono due partiture risalenti al periodo di collaborazione tra il musicista e la compagnia di SergejDjagilev.

PETRUŠKANella piazza dell’Ammiragliato a San Pietroburgo nel 1830.
Nel corso dei festeggiamenti di Carnevale, un vecchio ciarlatano presenta al pubblico tre automi, Petruška, la Ballerina e il Moro, nei quali egli ha trasferito per magia sentimenti e passioni umane. Petruška, infelice e malinconico, è innamorato della Ballerina, ma lei preferisce danzare con il Moro. Folle di gelosia, Petruška cerca di intromettersi tra i due ma viene dapprima scacciato dal rivale, poi dallo stesso inseguito e ucciso con un colpo di scimitarra. La folla ha assistito all’omicidio mentre il vecchio ciarlatano ribadisce che non si tratta di un essere umano: quando la folla si disperde, compare invece il minaccioso fantasma di Petruška.

LE SACRE DU PRINTEMPS è una musica dedicata alla terra, dotata di una forza profondamente sconvolgente che si richiama a miti antichi e rituali legati al mutamento delle stagioni: quando sembrava che la terra morisse e non sopravvivesse neppure una foglia, gli uomini individuavano il colpevole che veniva ucciso e sepolto per poi rinascere miracolosamente donando alla terra una nuova vita.

86 giorni all’alba

imagesEhi ragazzi, non vorrei crearvi ansie ma … Fatti i calcoli, tolte le domeniche e le prossime festività … Mancano ottantasei giorni effettivi (ovvero di lezione) al termine dell’anno scolastico e, per chi avrà esami, si avvicina il periodo più intenso.

Credo che, a questo punto, sia il caso di darsi da fare per arrivare ben preparati all’esame di Stato. A questo scopo vi segnalo (tra tanti altri) i materiali a disposizione a questo link, cominciate a documentarvi e a preparare tutto ciò che vi permetterà di affrontare le prove con serenità.

Torna il Commissario De Luca

img_6321Con “Intrigo italiano” Carlo Lucarelli torna a Bologna e all’atmosfera di “Via delle oche”. Il commissario De Luca (o ingegner Morandi) è alle prese con un nuovo caso: una bella donna morta, Stefania Cresci, una bella donna viva, Claudia o Franca o faccetta nera, la musica, il buon cibo.

L’Italia del dopoguerra memore del fascismo, dei partigiani. Mario Cresci morto in un incidente d’auto, il camionista caduto nella tromba dell’ascensore, Aldino suicida e … Faccia di mostro.

Impossibile non seguire con trepidazione il ritmo della narrazione che tiene in sospeso fino all’ultima pagina!

27/01/2017

giornata-della-memoriaCuriosa questa data in cui le medesime cifre si scambiano: proprio qui cade quest’anno la Giornata della Memoria che con la legge 211 del 20 luglio 2000 ci ricorda di non dimenticare. Giochi di parole oltre che di numeri…

In verità il tema è molto serio e ogni anno ci soffermiamo a ripensare all’orrore di un periodo della storia che si allontana dalle generazioni dei più piccoli e si affida alla testimonianza di coloro che coraggiosamente si fanno portavoci di ricordi anche molto intimi affinché non sia accaduto inutilmente e, soprattutto, non si ripeta mai più.

Quest’anno ho preparato un padlet con alcuni materiali utili per riflettere sul tema: tramite il link è possibile aggiungere un proprio post con un pensiero, un’immagine, una risorsa multimediale …: chiederò ai miei studenti di farlo domani. Sarebbe bello che il muro fosse ricchissimo!

Made with Padlet

Anna e l’Uomo delle rondini

img_6211Il romanzo d’esordio di Gabriel Savit parla di guerra ma lo fa con delicatezza attraverso gli occhi di Anna: ha sette anni, vive a Cracovia e mai avrebbe pensato che quel 6 novembre 1939 il padre non sarebbe più tornato a prenderla. Dopo lo smarrimento iniziale si affida all’Uomo delle rondini perché, come lei, sa parlare molte lingue compresa quella degli uccelli e lo “stradese”, la lingua che ti salva se sei costretto a percorrere molta strada; e di strada Anna ne farà moltissima insieme all’Uomo delle rondini, in un cammino che li porta ad attraversare più volte Polonia, Russia e Germania devastate dalla guerra con la consapevolezza che “la parola guerra è un macigno in tutte le lingue” (pag. 8) e la speranza di sfuggire agli uomini Orsi e agli uomini Lupi. Dormendo al riparo dei grandi alberi nelle foreste ghiacciate, cibandosi di foglie e radici o grazie all’aiuto di qualche incontro fortunato, camminando fino a consumare scarpe e stivali (ho ripensato a Levi di ritorno da Auschwitz …), Anna e l’Uomo delle rondini imparano molto e si prendono cura l’uno dell’altra tanto che alla piccola sembra impossibile immaginare una vita diversa. Ma tutto cambia anche durante la guerra o forse proprio perché è la guerra che cambia le persone, le prospettive, le situazioni.

Da non perdere perché …

la storia è originale, il messaggio è profondo, lo stile è interessante, la protagonista è incantevole, l’Uomo delle rondini è affascinante.