Letture d’estate

Anche l’estate 2020 è stata per me un’occasione per dedicarmi alla lettura ed ecco la mia personale classifica, anche se è molto difficile mettere a confronto libri tanto diversi che in egual modo mi hanno emozionata.

  1. L’ultima settimana di settembre di Lorenzo Licalzi, un autore che amo per l’ironia con cui tocca argomenti profondi e che sa coinvolgermi in modo personale. La storia racconta di Pietro Rinaldi, scrittore genovese che da anni non scrive più romanzi ed ha programmato il suicidio proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno, e del nipote quindicenne Diego; Pietro è costretto a rimandare il suo progetto ed insieme al ragazzo intraprende un viaggio avventuroso verso Roma, lungo l’Aurelia, a bordo della Dea e in compagnia del cane Sid: con loro il lettore ride e piange, ogni pagina riserva una sorpresa e nessuno si aspetterebbe il finale, affatto scontato. Che dire? Bellissimo! Aspetto ancora il giusto riconoscimento di pubblico e critica a questo scrittore.
  2. Quello che non ti ho mai detto di Celeste Ng, tocca il delicato tema del razzismo da un punto di vista insolito, quello del popolo cinese a cui appartiene la famiglia protagonista della storia che inizia come un giallo con la morte della sedicenne Lydia. Si tratta di suicidio come ritengono le autorità oppure si aggira un omicida nella cittadina di Shaker Heights? L’indagine porterà a galla tanti problemi e soprattutto le cose non dette che feriscono e scavano dentro irrimediabilmente. Consigliato!
  3. Intrigo in Costa Verde di Gianluca Arrighi, ci fa conoscere un nuovo personaggio, l’avvocato penalista Alex Manfredda, che si trova coinvolto in un giallo ambientato sulla costa occidentale della Sardegna, nel paesino di Coraddu. L’indagine sulla morte di Lorenzo Solinas, candidato sindaco, si sviluppa tra intrighi politici e colpi di scena, personaggi ben costruiti a cui ci si affeziona e luoghi incantevoli. “Pensò che le donne ferite e insicure il più delle volte continuano ad imbattersi in uomini imperfetti.” Un romanzo da divorare!
  4. Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng, letto dopo aver visto la serie televisiva su Netflix, mi ha fatto scoprire questa scrittrice dallo stile raffinato, considerata la Elena Ferrante americana. La vicenda, ambientata anch’essa a Shaker Heights (dove l’autrice è vissuta, in Ohio), ruota attorno alla figura di Elena, donna apparentemente perfetta, in contrapposizione con Mia, madre single e artista afroamericana che nasconde un segreto inconfessabile. Ancora il tema razziale al centro del romanzo ma non solo: i rapporti tra genitori e figli, la capacità di riconoscere i propri errori, i sogni, le delusioni e le rinunce della vita. Molto coinvolgente!
  5. Clean. Tabula rasa di Glenn Cooper, risulta davvero inquietante per l’insolita somiglianza tra l’attuale situazione di diffusione del CoVid e quanto racconta l’autore in merito ad un virus che cancella la memoria, nato da un esperimento per la cura dell’Alzheimer. Il protagonista ha la possibilità di realizzare il vaccino ma deve fare i conti con chi approfitta della situazione per dominare una popolazione facilmente controllabile. Il romanzo dimostra, ancora una volta, la capacità dell’autore di coinvolgere in una storia che potrebbe sembrare fantascienza se non fosse così simile a quanto sta accadendo; ho verificato tramite l’editore che Cooper ha terminato il romanzo tre anni fa. Preveggenza?
  6. Annus Mirabilis di Geraldine Brooks, racconta dell’epidemia di peste diffusasi nel 1666 ad Eyam, un villaggio sulle montagne inglesi. Gli abitanti reagiscono in modo diverso all’epidemia: chi decide di fuggire altrove, chi è terrorizzato, chi si incattivisce e chi invece si prodiga per gli altri incurante del pericolo. La protagonista, Anna Frith appartiene a questi ultimi e, nonostante la pestilenza non le risparmi il dolore della perdita dei suoi bambini e dell’uomo che l’ha fatta di nuovo innamorare, impara ad utilizzare le erbe per curare il morbo oscuro.

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