Il richiamo della foresta

lupoUn classico ha sempre qualcosa da dire, ripeto spesso ai miei studenti.

Il romanzo di Jack London, a distanza di oltre un secolo dalla prima pubblicazione (1904), stupisce per la freschezza del linguaggio, per lo stile raffinato, per le descrizioni dettagliate e mai noiose, per i luoghi affascinanti e per i personaggi ben delineati psicologicamente. Che altro si può chiedere ad un libro? Un protagonista come Buck, maestoso incrocio tra un sanbernardo e un pastore scozzese dall’aspetto di lupo, inizialmente sereno cane domestico del giudice Miller e poi costretto, suo malgrado, a diventare sempre più aggressivo per difendersi dagli uomini e dai suoi simili in un ambiente selvaggio, tra i ghiacci del Klondike. Il richiamo della foresta si fa sempre più forte ma Buck, finalmente affezionatosi a John Thornton, colui che gli ha salvato la vita e per il quale darebbe tutto se stesso, resiste fino a quando scopre che il campo è stato attaccato dagli indiani e nessuno è sopravvissuto. Nulla lo lega più al mondo degli uomini e Buck può seguire il richiamo atavico verso la libertà diventando in breve tempo una leggenda.

Splendido romanzo, adatto a mio avviso a partire dalla scuola media soprattutto per lo stile colto ed il lessico raffinato, oltre che per alcune scene cruente di violenza contro gli animali: l’ho letto ogni sera ai miei nipotini (terza e quarta elementare) che, come la zia, si sono entusiasmati e commossi per le avventure di Buck.


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